ROMA – Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu il documentario ‘Naza’ sulla Striscia di Gaza è “sconvolgente”. Diretto dai registi Yuval Abraham e Rachel Szor, sabato il film ha vinto il Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia ed è diventato un caso fuori e dentro Israele.
“Stiamo combattendo l’incitamento all’antisemitismo a livello mondiale, ma quando proviene dalle nostre file, è semplicemente intollerabile” ha detto Netanyahu in un video diffuso sui social. Il primo ministro ha accusato l’opera di ritrarre le forze armate israeliane (IDF) come “criminali di guerra” solo per raccogliere applausi nei festival internazionali. “Tutto è iniziato con Ya’ir Golan, che sostiene che uccidiamo i neonati per hobby, e proseguito poi con Patzarit, che ha diffuso un video montato e falso che diffama i soldati dell’Idf in tutto il mondo. E ora due registi israeliani che dipingono l’Idf come criminali di guerra e vengono acclamati al Festival di Venezia”. Netanyahu, sostiene che i due registi sono attori israeliani “membri dell’organizzazione degli attori e degli attrici, il cui presidente, fino a una settimana fa, prima di annunciare le sue dimissioni, oggi è membro di Eizenkot. Quindi dico a Gaidi Eizenkot, rescindi il tuo accordo con il partito di Yair Golan, emetti una condanna severa su questa vicenda e allontana questo tizio dalla tua missione”.
זה מה שיש לי לומר לכם על עלילת הדם נגד החיילים הגיבורים שלנו >> pic.twitter.com/wrPthlaFly— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) September 14, 2026
Il primo ministro israeliano, non è l’unico a condannare ‘Naza’. Secondo il Guardian, il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito i due autori “traditori” e ha annunciato l’intenzione di avviare l’iter per la revoca della loro cittadinanza israeliana: “Chi agisce contro Israele durante una guerra deve sapere che ciò avrà un prezzo”. Intanto, i vertici dell’IDF hanno respinto fortemente le testimonianze riportate nel documentario, parlando di accuse false e distorsioni della realtà.
A VENEZIA 25 MINUTI DI APPLAUSI PER NAZA
Il titolo del film, fa riferimento ad un acronimo usato dall’Idf per identificare i ‘danni collaterali’ ossia le vittime civili, dei bombardamenti israeliani su Gaza. Attraverso le testimonianze dei soldati e dei servizi della sicurezza di Tel Aviv, ‘Naza’ mostra come sono stati impiegati i sistemi d’intelligenza artificiale negli attacchi sulla Striscia e l’impatto umanitario sulla popolazione palestinese. La sua proiezione al Festival di Venezia, ha suscitato profonda commozione tra il pubblico presente che ha risposto con 25 minuti di applausi
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