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VIDEO| L’Iran piange le 165 vittime della scuola di Minab: le immagini della cerimonia funebre di massa. L’Onu: “È un crimine di guerra”

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ROMA – Un fiume nero in corteo trasporta una lunga serie di bare avvolte nei colori del rosso, bianco e verde, la bandiera iraniana. Sono soprattutto donne, mamme, sorelle, coperte dal velo, che piangono e accompagnano a piedi nell’ultimo viaggio le loro piccole figlie. Si è tenuta oggi, martedì 3 marzo, la cerimonia funebre per le bambine uccise da un raid che ha colpito una scuola elementare femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan, in Iran. Si tratta, secondo quanto riferito da Al Jazeera, dell’attacco più mortale che ha colpito i civili nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro Teheran.

LA SMENTITA DI ISRAELE E USA

Le vittime sono in tutto 165, tra le bambine allieve e i membri del personale, uccisi sabato scorso, primo giorno degli attacchi Usa-Israele. L’Idf da parte sua ha negato ogni responsabilità dichiarando di non essere a conoscenza di alcun attacco israeliano o statunitense in quella zona. Anche il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi “non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola”, e l’esercito statunitense ha affermato di “aver esaminato” le segnalazioni di “danni ai civili”.

LA CONDANNA DI UNESCO E NAZIONI UNITE: “CRIMINE DI GUERRA”

Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per un’indagine approfondita sull’attacco alla scuola femminile di Minab e la diffusione di tutte le informazioni pertinenti. La portavoce dell’OHCHR, l’Agenzia Onu per i diritti umani, Ravina Shamdasani, ha descritto l’incidente come “orribile” e ha sollecitato un’indagine tempestiva e completa, sottolineando che la responsabilità spetta ai responsabili. “Bambini, bambine, uccisi in questo modo all’inizio della giornata scolastica, con gli zaini macchiati di sangue- sono le sue parole- è assolutamente orribile “. E ancora: “Se c’è un’immagine che cattura l’essenza della distruzione, della disperazione, dell’insensatezza e della crudeltà di questo conflitto, sono proprio queste immagini”, ha continuato. Shamdasani ha inoltre affermato che il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, è rimasto “profondamente scioccato” dall’impatto delle ostilità sui civili e sulle infrastrutture civili, e ha chiesto un’indagine “rapida, imparziale e approfondita” sulle circostanze dell’attacco di Minab . Non solo: “L’ onere di indagare ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco . Chiediamo loro di rendere pubblici i risultati- ha sollecitato- e di garantire che le vittime siano chiamate a rispondere delle proprie azioni e ricevano un risarcimento”.

Infine, Shamdasani ha sottolineato che se si scoprisse che gli attacchi sono diretti contro civili o obiettivi civili oppure sono attacchi indiscriminati, si trattarebbe di “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra”.

L’attacco a Minab è stato fortemente condannato anche dall’Unesco che si è dichiarato “profondamente allarmato dall’impatto dell’attuale escalation militare in Medio Oriente sulle istituzioni educative, sugli studenti e sul personale docente”. In riferimento a quanto viene riportato sull’attacco a una scuola primaria femminile a Minab, nell’Iran meridionale, inoltre, l’agenzia Onu ricorda che “l’uccisione di alunni in un luogo dedicato all’apprendimento costituisce una grave violazione della protezione garantita alle scuole dal diritto internazionale umanitario”. E che “gli attacchi contro le istituzioni educative mettono in pericolo studenti e insegnanti e compromettono il diritto all’istruzione”. Pertanto: “In conformità con il suo mandato e con la Risoluzione 2601 (2021) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Unesco- conclude nella nota. l’Unesco ricorda l’obbligo di tutte le parti di proteggere le scuole, gli studenti e il personale docente”.

IL PRESIDENTE PEZESHKIAN: “È UNA GUERRA CONTRO IL NOSTRO POPOLO”

Dura la condanna da parte iraniana: come riporta Al Jazeera, il presidente Pezeshkian ne ha parlato ieri, affermando che “non c’è alcun motivo per cui un Paese debba soffrire in questo modo, né che i bambini debbano soffrire in questo modo”. Ha sottolineato quindi come con questo attacco, americani e israeliani “hanno ormai rivelato che non si tratta solo di una campagna contro strutture militari e posizioni strategiche, ma anche di una guerra contro il popolo iraniano”.

(VIdeo e Photo credit: Mizan e Anadolu agency)
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