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Venezia 83, toto-Leone e rumors: ‘Naza’ super favorito e per l’Italia rischio zero premi

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(Adnkronos) – Il sipario sta per calare sull’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Mentre il Lido si prepara per la
cerimonia di premiazione
di questa sera, nei corridoi dell’Excelsior e tra i tavoli della sala stampa il gioco più atteso è già in pieno svolgimento: il toto-Leone. A dominare le previsioni è ‘Naza’ di Yuval Abraham e Rachel Szor. Il documentario, girato di notte sui tetti di Tel Aviv, rivela i dettagli dei sistemi alla base delle uccisioni di civili palestinesi a Gaza programmate da Israele. L’accoglienza in Sala Grande per la premiere ha segnato un record per la Mostra, con oltre 25 minuti di applausi, superando il primato stabilito l’anno scorso da ‘The Voice of Hind Rajab’ (24 minuti) della regista tunisina Kaouther ben Hania, che quest’anno è in giuria. 

Se il Leone d’Oro appare quasi assegnato, più difficile è ricostruire il resto del palmarès, anche se iniziano a circolare i primi rumors. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, sarebbero tornati al Lido i registi Lee Chang-dong (‘Possible Love’) e Stéphane Brizé (Un bon petit soldat), un segnale che spesso anticipa un premio. Circolano anche anche sul ritorno dell’attore John Malkovich per ‘Wild Horse Nine’, facendo ipotizzare una possibile Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. 

Tra gli altri titoli papabili per un riconoscimento ci sono anche ‘Woman Unknown’ della regista May el-Toukhy, una delle poche donne in concorso, ‘Dau’ di Ilya Khrzhanovsky, ‘Look Back’ di Hirokazu Koreeda, ‘Mr. Nelson, Did You Kill People?’ di Shinya Tsukamoto e ‘Bucking Fastard’ di Werner Herzog (alle sorelle Mara possibile Coppa Volpi per l’interpretazione femminile).  

Nonostante i cinque film in gara, l’Italia rischia di rimanere a bocca asciutta nel palmarès principale, un esito che non si verificava dal 2018. Le speranze sono ora risposte in un riconoscimento nella sezione Orizzonti per l’interpretazione di Riccardo Scamarcio in ‘I figli della Scimmia’. La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal si è riunita ieri per le deliberazioni finali. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, non sarebbero mancate le divergenze d’opinione, lasciando presagire che la decisione finale sui premi non sia stata unanime. 

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