Milano, 12 ago. (askanews) – Affluenza massiccia alla Festa – tutta italiana – della Madonna del Carmine a Newton (Massachusetts, Usa) dopo che negli ultimi due mesi una bizzarra contesa ha interessato il quartiere della città americana, Nonantum: i simboli della tradizione italiana, presenti da decenni, sono stati ridipinti su Adams Street per ragioni di sicurezza stradale, poche settimane prima dell’annuale festa del 16 luglio. La questione era finita non solo sulle tv locali, ma anche sulla stampa nazionale americana, con un articolo apparso a fine mese scorso sul New York Times.
Secondo CBS Boston, le tradizionali linee rosse, bianche e verdi, che da 90 anni caratterizzano il tessuto della comunità, sono state sostituite da una doppia linea gialla centrale (di mezzeria) nella cittadina considerata parte dell’area metropolitana di Boston. “Per 90 anni, la linea centrale di una strada di Newton è stata dipinta con i colori della bandiera italiana. Poi, il Comune ha inviato una squadra per sostituire la linea tricolore con le consuete strisce gialle. Per alcuni residenti, si è trattato di un attentato al loro patrimonio storico”. Così scriveva il Boston Globe sul suo profilo Facebook il 28 luglio.
Qualche giorno prima Boston.com annotava: “Le strisce stradali color ‘bandiera italiana’ che hanno caratterizzato Adams Street per quasi 100 anni sono state ridipinte il mese scorso. La sindaco Ruthanne Fuller (prima donna eletta alla carica, ndr) ha affermato che il cambiamento era necessario per garantire la sicurezza pubblica e rispettare le normative federali. Ma per alcuni residenti di Nonantum, è stato percepito come una cancellazione della propria identità”. Per poi aggiungere: “Mercoledì mattina, le doppie linee gialle standard su Adams Street, dipinte il 26 giugno, erano state ricoperte con tonalità di rosso, bianco e verde”.
“Ogni anno a metà luglio” annotava The New York Times il 27 luglio, “una scena degna di un villaggio italiano si svolge in un quartiere molto unito di Newton, Massachusetts. Un chiassoso corteo di residenti sfila di notte in mezzo ad Adams Street, portando candele accese e trainando una statua della Beata Vergine su un carro. Per 90 anni, la strada ha avuto una linea centrale dipinta di rosso, bianco e verde, i colori della bandiera italiana, in omaggio ai numerosi italoamericani del quartiere, Nonantum, e alla loro festa annuale. Poi, una sera del mese scorso, la città ha inviato una squadra per sostituire la linea tricolore con le consuete strisce gialle riflettenti. Il sindaco di Newton ha affermato che la modifica è stata apportata per migliorare la sicurezza stradale, citando un’analisi che ha rilevato un numero di incidenti superiore alla media in Adams Street”.
Per alcuni residenti di Nonantum, si sarebbe trattato di un attentato al loro patrimonio, soprattutto considerando la tempistica, tre settimane prima dell’inizio della loro amata festa, scriveva la testata Usa. “Queste linee non sono solo vernice, sono simboli sacri dell’orgoglio italoamericano, della tradizione religiosa e dell’identità della comunità”, ha scritto in un comunicato la St. Mary of Carmen Society, l’associazione locale che organizza il festival. L’azione della città, ha aggiunto, è stata “uno schiaffo in faccia”.
Sulla questione è intervenuta anche la ISDA, Italian Sons and Daughters of America, con il giusto piglio di chi poi alla fine vede il bicchiere mezzo pieno: “La reazione è stata immediata… La controversia ha riaperto interrogativi più ampi su chi ha il diritto di definire le tradizioni della comunità e se le espressioni culturali di lunga data vengano messe da parte in nome della politica. Per placare le lamentele, Fuller ha avvertito i residenti che la città avrebbe consentito l’uso di vernice rossa e verde tra le linee bianche sugli attraversamenti pedonali e che gli idranti potevano essere dipinti con questi colori. E c’è stato un secondo aspetto positivo: i media hanno riferito che la Festa di St. Mary ha registrato un’affluenza massiccia, con la gente accorsa all’evento per sostenere la tradizione e il quartiere”.
(di Cristina Giuliano)


