HomeNews“Un Palco per Pino” contro degrado e malaffare

“Un Palco per Pino” contro degrado e malaffare

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Fabrizio Caliendo lancia la petizione: Largo San Giovanni diventi un polo culturale o dovremmo chiudere tutti!

“Ho messo in vendita il Kestè perché di notte è diventato impossibile lavorare serenamente e con profitto. Come me altri imprenditori del quartiere stanno soffrendo questa deriva assurda della piazza.

Il comune deve decidere se dobbiamo lasciare che la notte della camorra vinca o se si vuole raccontare un altro finale“.

La dichiarazione di Fabrizio Caliendo, presidente dell’associazione Artèteka, testimone di giustizia e fondatore del Kestè, noto spazio culturale che negli anni ha realmente convertito largo San Giovanni Maggiore da spazio degradato e pericoloso in piazza verde, viva, culturale, partecipata.

Ma dal COVID la piazza è scivolata in un degrado senza fine che sta distruggendo il lavoro di una vita. 

Spaccio, alcool a minorenni, risse, rapine, e persino incontri di box. Questo è ciò che accade il sabato in una piazza che è uno dei gioielli più preziosi del centro antico di Napoli. Residenti, ma anche turisti e avventori vivono un vero e proprio “coprifuoco” che impedisce di vivere serenamente Largo San Giovanni Maggiore e le aree limitrofe.

Per far tornare l’area in un posto vivibile, lunedì 30 marzo 2026 é stata depositata la petizione popolare “Un palco per Pino”, indirizzata al Sindaco di Napoli, al Consiglio Comunale e al Presidente della Regione Campania.

L’iniziativa ha raccolto 300 firme in soli due giorni durante la recente Festa della Primavera tenutasi a Largo San Giovanni Maggiore il 21 marzo scorso, a testimonianza di un bisogno sociale profondo e condiviso.

La richiesta degli organizzatori è chiara: istituzionalizzare il palco a Largo San Giovanni che da anni ospita eventi culturali, ma in maniera sporadica e privata. 

Si chiede che lo spazio diventi il primo palco comunale dedicato alla musica e alla cultura giovanile, ma anche all’arte di strada, andando a realizzare il primo ” Busker Point cittadino”

Una doppia valenza dunque: un punto fisso per gli artisti di strada e per l’arte giovanile.

L’iniziativa vuole dimostrare che la cultura, la sana aggregazione, la cura degli spazi da parte di chi li vive nel quotidiano sono la via preferenziale contro il degrado.

Offrire uno spazio gratuito di libera espressione come antidoto alla violenza e all’assenza di alternative per i giovani.

Il palco è dedicato a Pino Daniele, che è nato proprio a cento passi da questa piazza ed è cresciuto tra quei vicoli.

Restituire dignità a questo spazio significa onorare le radici del “Mascalzone Latino”, trasformando il luogo della sua infanzia in un trampolino di lancio per i nuovi talenti della città.

Il progetto non prevede strutture impattanti. Il “palco” esiste già: è un’aiuola rialzata che, grazie alla cura costante del Kestè e di Artèteka, è passata dall’essere uno spazio brullo e degradato a un piccolo polmone verde con alberi rigogliosi e luce. 

È uno spazio naturalmente inserito nell’architettura della piazza, che attende solo di essere riconosciuto ufficialmente come presidio artistico e culturale. In grossa sostanza è “un nuovo modo di ripensare agli spazi” dandogli una nuova vita, fruizione e funzione, in questo caso sociale.

Non si chiedono fondi, il progetto è a costo zerosi chiede l’istituzione del palco, con una regolamentazione che permetta di organizzare eventi in determinati giorni e orari, ma in maniera continuativa per ottenere “sicuri risultati” secondo i promotori.

L’istituzionalizzazione del Palco Pino Daniele sarebbe un volano per l’intera piazza e area, un motore culturale che darebbe vita a una rigenerazione anche economica.

A sostegno di tale iniziativa ci sono tante attività, associazioni territoriali, alberghi, b&b, ma anche tanti giovani artisti, proprio a sottolineare la necessità di un intervento culturale urgente.

I promotori sottolineano con amarezza che una richiesta formale era già stata inoltrata alle istituzioni nell’ottobre 2024, al delegato per la musica del Sindaco, Ferdinando Tozzi che l’aveva accolta inizialmente con grande entusiasmo, ma da allora non è pervenuta alcuna risposta, in nessun senso.

La petizione rappresenta dunque un sollecito urgente a fronte di un silenzio amministrativo che dura da quasi due anni, mentre la situazione della piazza continua a richiedere interventi strutturali e urgenti.

L’appello

Gli organizzatori lanciano un appello a tutti gli artisti, musicisti, attori, scrittori e intellettuali napoletani affinché sostengano l’iniziativa in ogni modo, dal sollecitare le istituzioni a calcare e proporre evento per “il Palco Pino Daniele”.

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