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Sigarette, nuova stangata: aumenti fino a +30 centesimi a pacchetto

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ROMA – Fumare in Italia costa sempre di più e la tendenza è destinata a proseguire. Dopo i rincari già registrati nei primi mesi dell’anno, da domani, 15 aprile, scatta un’ulteriore stretta sui prezzi delle sigarette: per alcune marche l’aumento potrà arrivare fino a 30 centesimi a pacchetto, segnando un nuovo passo nel percorso di rialzo deciso dal governo.

Si tratta di un incremento che si inserisce in una strategia più ampia: la revisione delle accise sui tabacchi prevista dalla Legge di Bilancio. Un meccanismo che sta già producendo effetti concreti sui listini e che continuerà a incidere anche nei prossimi anni.

RINCARI PROGRESSIVI FINO AL 2028

Gli aumenti non si fermeranno al 2026. Il piano fiscale prevede infatti una crescita graduale della tassazione fino al 2028, con un incremento dell’accisa minima sulle sigarette che passa da 29,50 euro per mille sigarette del 2025 a 32 euro nel 2026, per poi salire ulteriormente negli anni successivi.

Questo sistema di rincari a tappe si traduce in aumenti costanti per i consumatori: dopo i primi ritocchi di inizio anno (in media intorno ai 10-15 centesimi), si arriva ora a rialzi più consistenti che, in alcuni casi, toccano i 30 centesimi a pacchetto.

NON SOLO SIGARETTE: COINVOLTI TUTTI I PRODOTTI

La stretta riguarda l’intero comparto del tabacco. Oltre alle sigarette tradizionali, aumentano anche sigari, sigaretti e tabacco trinciato. Cambiano inoltre i criteri di tassazione per i prodotti alternativi, come quelli a tabacco riscaldato e i liquidi per sigarette elettroniche, con aliquote destinate a crescere progressivamente nei prossimi anni.

IMPATTO SU CONSUMATORI E STATO

Per i fumatori, l’effetto è immediato: una spesa più alta e destinata ad aumentare nel tempo. Ma l’obiettivo del governo è duplice. Da un lato, incrementare il gettito fiscale — stimato in circa 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028 — dall’altro scoraggiare il consumo di tabacco attraverso prezzi più elevati. Non a caso, la tassazione sul tabacco rappresenta già oggi una voce importante per le casse pubbliche, con entrate annuali che si aggirano intorno ai 15 miliardi di euro.

UNA TENDENZA ORMAI STRUTTURALE

Il nuovo aumento conferma una direzione chiara: il prezzo delle sigarette continuerà a salire. Dopo le prime ondate di rincari di gennaio e febbraio, e quella in arrivo a metà aprile, il percorso è già tracciato anche per i prossimi anni. Per i fumatori italiani, quindi, non si tratta di un episodio isolato ma di un cambiamento strutturale: ogni pacchetto, nel tempo, peserà sempre di più sul portafoglio.
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