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Sanità, Solombrino (MET): “Chiudere la Pediatria del San Paolo è una scelta politica grave che colpisce i bambini e arretra il diritto alla cura”

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Sono profondamente indignata per la decisione di chiudere il reparto di Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta e di trasferirne le attività concentrandole al Loreto Mare. Non si tratta di una fatalità né di una scelta meramente tecnica: è una decisione politica e amministrativa, presa da soggetti ben precisi, che avrà conseguenze gravissime soprattutto sui bambini e sulle loro famiglie.

Queste scelte vengono assunte all’interno dell’ASL Napoli 1 Centro, formalizzate dal Direttore Generale con il coinvolgimento del consiglio di direzione aziendale, e successivamente inserite nella programmazione sanitaria della Regione Campania, dove si concentra la responsabilità politica finale.

La motivazione addotta è la carenza di medici e infermieri, ma questo non può essere un alibi: è, semmai, un’aggravante. La mancanza di personale è il risultato di anni di sottofinanziamento, cattiva programmazione, concorsi insufficienti e fuga di professionisti. È inaccettabile che l’incapacità di governare il sistema venga scaricata sui territori e, peggio ancora, sui più piccoli.

Questa decisione è atroce perché colpisce i bambini, perché sovraccarica strutture già allo stremo, perché ignora che altri presìdi pediatrici cittadini sono già al limite delle proprie capacità e perché priva un’intera area della città di un servizio essenziale. Non è una riorganizzazione: è un arretramento del diritto alla cura.

Se la regionalizzazione della sanità sta producendo questi risultati, va detto con chiarezza. I governatori hanno il dovere di assicurare il diritto alla salute e di porre il tema del mancato investimento sanitario nel Mezzogiorno come priorità assoluta della propria azione di governo e delle forze politiche che li sostengono, invece di colpire i cittadini. Ci interessano i nostri bambini prima di ogni altra cosa.

Confidiamo nel buon senso del nuovo governatore, affinché intervenga per correggere una scelta sbagliata, ascolti i territori e rimetta al centro la tutela dei più piccoli.

I cittadini devono sapere che decisioni come questa hanno nomi e responsabilità precise: sapere chi le ha pensate, chi le ha firmate e chi le ha rese definitive è il primo passo per difendere la sanità pubblica.

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