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Pierre Hermé, re dei macaron svela i suoi segreti parigini

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“Questione di atteggiamento, audacia che ha reso famoso il marchio”

Parigi, 8 apr. (askanews) – Un giorno confessò che il dolce più difficile da fare era il panettone: tutta Milano ne parlò per mesi e forse non a caso uno dei suoi maestri è considerato Iginio Massari, oltre ovviamente al grande Gaston Lenotre. Conteso da molti ristoranti che darebbero qualsiasi cosa pur di avere la carta dei dessert firmati da lui, Pierre Hermé è una vera star del ramo. Anzi il più celebre pasticcere francese, padrone di un impero dolciario internazionale fondato su originali combinazioni di sapori e sinonimo di brunch domenicale a Beaupassage, nel settimo arrondissement di Parigi. “Credo non sia un prodotto, ma un atteggiamento; è l’audacia che ha reso famoso il marchio. Penso che quando abbiamo iniziato a usare la rosa negli anni ’80, a metà degli anni ’80, fosse un gesto assolutamente iconoclasta”, afferma il sessantaquattrenne Hermé, sfoggiando sguardo gentile e atteggiamento tranquillo.Secondo lui il lavoro è molto semplice: creare emozioni. L’idea, in realtà, è che quando qualcuno assaggia una torta, dovrebbe provare qualcosa, un’emozione che gli lasci un ricordo. Ed è questo il bello: creare ricordi o punti di riferimento per le persone. “Inoltre nel nostro lavoro siamo incredibilmente fortunati, perché la torta è anche condivisione: condivisione, commemorazioni, riunioni di famiglia, compleanni, matrimoni, battesimi, tutto questo. Quindi il pasticcere è presente in tutti i momenti importanti della vita”, dichiara.E poi rivela il suo segreto: “Mi sono reso conto molto presto che per dare più sapore ai macarons, bisognava aggiungere molta più farcitura, e una farcitura dal profumo e dall’aroma molto intensi. Ed è così che ho iniziato a sviluppare i gusti dei macarons: rosa, caramello, limone, inizialmente gusti singoli, e poi, in seguito, ho reinterpretato gli abbinamenti di sapori della Maison Pierre Hermé di Parigi nei macarons”.Insomma non solo Pasqua e non solo uova. I dolci non possono che piacere. E in quella che fu la capitale del peccato, oggi non c’è limite alla fantasia (e al portafoglio) per un peccato di gola così raffinato e – ebbene sì – così francese, che resistere è davvero impossibile.

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