ROMA – Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia, Grecia e Polonia: questi gli otto Paesi europei che, secondo il presidente Emmanuel Macron, sono interessati alla “deterrenza nucleare” proposta dalla Francia. Il tema, collegato anche a un aumento delle testate a disposizione di Parigi, nel quadro di una concertazione europea, resta sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Di “deterrenza nucleare”, dopo l’avvio dell’offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Macron ha parlato tenendo un discorso nella base di Ile Longue, dove la Francia ospita i suoi quattro sottomarini nucleari lanciamissili balistici (Snle) della Forza oceanica strategica. In un servizio trasmesso oggi, l’emittente radiofonica Rmc ha approfondito le reazioni delle opposizioni politiche all’annuncio. Nel complesso, questa la lettura, i partiti non hanno respinto in blocco l’idea di una collaborazione europea. Tra i punti di rilievo c’è il fatto che Parigi manterrebbe il controllo sui propri equipaggiamenti. “È in gioco l’interesse superiore della nazione”, ha detto una deputata della sinistra a Rmc. “Da Marion Maréchal a Jean-Luc Mélenchon, tutti hanno sottolineato un punto”, riferisce la radio menzionando l’eurodeputata della destra di Identité-Libertés e l’esponente e ispiratore di La France insoumise (Lfi), principale formazione della sinistra: “La decisione di utilizzare l’arma nucleare spetta alla Francia e soltanto alla Francia”. “È una buona decisione”, ha sostenuto Mélenchon in un comunicato. “Per essere temuti, bisogna essere stabili e chiari nei propri obiettivi”.
Diversi partiti, tra cui Lfi, chiedono però che il Parlamento venga consultato, in particolare sulla cooperazione con i Paesi europei: secondo la destra del Rassemblement national (Rn), infatti, si rischierebbe altrimenti “una dispersione geografica” dei mezzi francesi. La collaborazione prevede anche esercitazioni congiunte. Esponenti di La France insoumise si sono interrogati sulla possibilità che postazioni francesi dotate di armamenti nucleari saranno installate in questi Paesi. Marine Le Pen, dell’Rn, invece ha avvertito che l’arma nucleare non deve “diventare uno strumento di integrazione europea”. Ieri Macron ha chiesto un aumento del numero di testate atomiche, mentre un nuovo sottomarino “Snle 3G”, “L’invincible”, sarà dispiegato nel 2036. Il presidente ha anche ipotizzato una cooperazione nucleare senza precedenti per l’Europa, sulla base di un concetto di “deterrenza avanzata”, con la Germania come “partner chiave”. Secondo Macron, “una parentesi della storia” si è chiusa e si prevede una moltiplicazione dei conflitti e l’ingresso in una nuova “era delle armi nucleari”.
Al discorso sono seguite prese di posizione anche da parte della Germania. In una dichiarazione congiunta, Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno fatto sapere che Parigi e Berlino hanno già istituito “un gruppo di coordinamento nucleare di alto livello” al fine di “rafforzare la loro cooperazione in materia di deterrenza”. Annunciata anche “la partecipazione della Germania alle esercitazioni nucleari francesi” già quest’anno.
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