ROMA – Oltre all’Iran anche il Libano è stato oggetto di intensi bombardamenti nelle ultime ore.
A colpire, l’esercito Israeliano, che dall’intervento di domenica scorsa ha già causato 123 morti e 683 feriti, come fa sapere il Ministero della Salute Pubblica libanese. Raggiunti stamani dai raid il sud del Paese, e in particolare le città di Srifa, Aita al-Shaab, Touline, as-Sawana e Majdal Selem, e quella orientale di Douris e poi, soprattutto, il sobborgo di Dahiyeh, che comprende quattro quartieri a sud di Beirut.
Su quest’area di 14 chilometri quadrati – dove vivrebbero tra le 300mila e le 700mila persone – nel pomeriggio di ieri l’esercito israeliano ha emesso un “ordine di evacuazione per la popolazione senza precedenti”, come ha commentato l’Onu: la zona è ritenuta sotto il controllo di Hezbollah, tuttavia l’area densamente popolata, con alberghi, centri commerciali e scuole, non è abitata solo da esponenti del movimento politico-militare ma anche cittadini di altri orientamenti politici nonché molti migranti.
Le fonti di stampa internazionale diffondono le immagini dell’esodo dei civili, che affollano le strade portando valigie e zaini. Si vedono anche famiglie con bambini anche piccoli, e poi anziani. Il traffico si è immediatamente paralizzato, perché chi ha potuto ha preso l’automobile o altri mezzi per allontanarsi, e tende di fortuna dei profughi si stanno moltiplicando negli altri quartieri di Beirut, dal momento che i centri di accoglienza messi a disposizione dalle autorità non riescono a ricevere tutti. Ieri, secondo il governo di Beirut aumentava a 65mila il numero degli sfollati interni, mentre stamani le Nazioni Unite hanno avvertito che tale cifra è già salita a 100mila e potrebbe rapidamente aumentare ancora.
L’offensiva su Dahiyeh è stata anticipata ieri dal ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, il quale ha affermato che la località sarà “una nuova Khan Younis”, ossia il governatorato meridionale della Striscia di Gaza raso al suolo dai bombardamenti israeliani.
Ai media internazionali Imran Riza, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Libano, ha detto: “Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi due giorni è senza precedenti in termini di portata degli avvertimenti, degli ordini di sfollamento e della reazione, anche del panico, che tutto questo ha creato qui in Libano”. Contestualmente l’areonautica di Israele ha rivendicato “la vasta ondata di attacchi a Beirut” sostenendo di aver colpito solo “le infrastrutture terroristiche” del gruppo Hezbollah. Nell’operazione, condotta insieme all’intelligence, “sono stati colpiti un centro di comando del consiglio esecutivo e una struttura che ospita Uav (Veicoli Aerei Senza Pilota) utilizzati da Hezbollah per condurre attacchi contro lo Stato di Israele”. Il nuovo conflitto tra Israele ed Hezbollah segue l’aggressione di Israele e Stati Uniti all’Iran, ritenuto alleato del gruppo politico-militare libanese.
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