ROMA – Colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici. È questa la sentenza della Corte d’Appello di Parigi sul caso dei falsi impieghi all’Europarlamento che vede coinvolta Marine Le Pen. La sentenza, giunge a seguito del ricorso presentato contro la pronuncia di primo grado del Tribunale correzionale di Parigi del 31 marzo 2025, che aveva inflitto una condanna estremamente severa, inclusiva dell’ineleggibilità immediata. La Corte d’Appello invece, ha rimodulato in maniera significativa la pena, accogliendo parzialmente le istanze della difesa sul piano temporale dell’ineleggibilità.
I giudici hanno ridotto la pena da 4 a 3 anni di carcere. Due anni saranno scontati tramite condizionale mentre per l’anno rimanente, la leader del Rassemblent National dovrà indossare il braccialetto elettronico. Sul fronte della sua ineleggibilità, invece, la corsa alle presidenziali del 2027 resta aperta: la pena è stata ridotta a 45 mesi, di cui 30 sospesi. Poiché il calcolo della condanna decorre retroattivamente dal 31 marzo 2025, l’ineleggibilità reale è giunta a naturale scadenza il 30 giugno 2026 per i 15 mesi rimanenti. Dunque Marine Le Pen riacquisisce lo status di soggetto pienamente candidabile al primo turno delle elezioni presidenziali del 18 aprile 2027. La domanda ora è capire se la leader del Rassemblent National deciderà di intraprendere la campagna elettorale con il braccialetto elettronico oppure no. Alle 20 di oggi, Le Pen dovrebbe intervenire al telegiornale di TF1 e probabilmente comunicherà qui la sua scelta.
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