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L’Italia può diventare il nuovo polo europeo dell’immigrazione sanitaria

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Tecniche mininvasive e sanità privata accessibile per fermare l’esodo dei pazienti

Mentre aumentano gli espatri di cittadini italiani, il Paese continua a perdere pazienti stranieri, che preferiscono rivolgersi a destinazioni sanitarie a basso costo.

L’Italia sta affrontando un paradosso sanitario preoccupante. Nel biennio 2023-2024 si stima che siano espatriati circa 270mila cittadini italiani, con un incremento del 39,3% rispetto al periodo precedente. Pazienti che, tuttavia, spesso tornano a curarsi in Italia che resta uno dei sistemi sanitari migliori al mondo. Tuttavia, allo stesso tempo, il Paese perde l’opportunità di attrarre una parte dei 295 milioni di migranti globali alla ricerca di cure mediche di qualità.

La situazione è aggravata da un altro fenomeno in crescita: sempre più pazienti italiani si recano all’estero per interventi chirurgici e trattamenti odontoiatrici, scegliendo in particolare la Turchia, l’Albania e la Croazia. Questa tendenza evidenzia comunque le criticità di un sistema sanitario nazionale che, per quanto eccellente, presenta carenze sul piano dei tempi di attesa e dei costi per alcuni tipi di trattamenti non coperti dal SSN.

Secondo il dottor Luigi Manzi, responsabile medico di SmartHallux, la causa è tanto culturale quanto sistemica: «Abbiamo creato una sanità a due velocità: le tecniche avanzate sono riservate agli sportivi professionisti e ai pazienti con alto potere di spesa, mentre al cittadino comune vengono proposte procedure tradizionali, più invasive e ormai superate. È inevitabile che molti scelgano l’estero».

Non esiste infatti alcuna giustificazione clinica per cui un atleta di Serie A debba ricevere un certo trattamento mentre un cittadino comune ne riceve uno differente. «La biologia dei tessuti è identica. La differenza non sta nel paziente, ma nelle tecniche che decidiamo di applicare» spiega Manzi. «Se a un atleta garantiamo la migliore procedura per tornare in campo nel giro di poche settimane, perché a un paziente comune dovremmo proporre una tecnica più datata, più traumatica e con un recupero più lungo?».

Da questo principio nasce la filosofia SmartHallux: portare nella vita quotidiana del cittadino comune tecniche chirurgiche d’eccellenza finora riservate esclusivamente ai campioni dello sport. Le tecniche mininvasive applicate al piede e alla caviglia rivoluzionano l’esperienza del paziente grazie a incisioni di pochi millimetri, che riducono al minimo il trauma dei tessuti.

Questo approccio garantisce un dolore post-operatorio pressoché assente, consentendo recuperi più rapidi e minori complicanze rispetto agli interventi tradizionali. Di conseguenza i pazienti possono tornare alle attività quotidiane in tempi drasticamente ridotti, spesso nel giro di poche settimane. E grazie a un modello organizzativo moderno della sanità privata – senza liste d’attesa, con costi sostenibili, pagamenti rateali e accesso immediato alle tecnologie – queste tecniche sono finalmente alla portata di tutti, non più solo di pochi privilegiati.

Il medesimo principio è alla base del successo di modelli come le cliniche dentali, che in Italia hanno trasformato l’odontoiatria rendendo accessibili tecnologie avanzate a prezzi popolari. SmartHallux applica questo paradigma al settore del piede e della caviglia, offrendo tecnologia d’avanguardia, prezzi accessibili, zero attese e un livello di qualità elevato e uniforme per tutti i pazienti.

Questa visione risulta perfettamente coerente con le esigenze del mercato sanitario globale. Eppure, secondo i dati ISTAT, a fronte di 760mila ingressi di stranieri previsti e di oltre 5,7 milioni di residenti stranieri, l’Italia continua a non intercettare la crescente domanda di turismo sanitario. Molti stranieri che vivono in Italia scelgono comunque di curarsi all’estero, nonostante la chirurgia italiana sia tra le più avanzate al mondo.

Inoltre tanti pazienti anche dagli USA scelgono di recarsi in destinazioni con un sistema sanitario sicuramente non superiore all’Italia per trattamenti chirurgici. “Ho letto qualche giorno fa un articolo di un paziente americano che si é recato in Turchia per una procedura di allungamento degli arti inferiori”, racconta il Dr Manzi. “Questo è esattamente il prototipo del paziente che vorremo attrarre in Italia, dove i costi possono addirittura essere inferiori rispetto alla Turchia e dove la qualità dei chirurghi e delle strutture è altissima. Sarebbe un model business del tutto innovativo e molto interessante soprattutto per i pazienti provenienti dagli USA, dove i costi per il cittadino per alcuni tipi di chirurgia sono altissimi, anche 6-8 volte in più rispetto all’Italia”.

Il metodo SmartHallux – basato su tecniche mininvasive di ultima generazione e protocolli riabilitativi accelerati – dimostra che il Paese può diventare competitivo e attrarre pazienti europei, russi, cinesi e mediorientali che al momento scelgono altre destinazioni per operarsi. «Dobbiamo smettere di osservare passivamente l’esodo sanitario», conclude Manzi. «L’Italia può diventare protagonista della nuova immigrazione sanitaria, offrendo ciò che i pazienti cercano: eccellenza, tecniche all’avanguardia, zero liste d’attesa e costi sostenibili. Democratizzare la chirurgia di alto livello è la chiave per invertire la rotta e riportare il nostro Paese tra le eccellenze mondiali del settore sanitario».

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