ROMA – Respinti con l’ordine “di lasciare subito il territorio libico” e dichiarati “indesiderati”: è accaduto oggi a Bengasi al commissario europeo Mark Brunner insieme con il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi e ai suoi omologhi di Malta, Byron Camilleri, e Grecia, Thanos Plevris.
La delegazione, confermano media locali, aveva in programma un incontro con il governo del generale Khalifa Haftar. Secondo ricostruzioni rilanciate anche dal portale di informazione in lingua inglese The Libya Update, il commissario e i ministri sono stati bloccati al loro arrivo all’aeroporto di Bengasi e invitati a lasciare il Paese.
La decisione è stata del governo di Osama Hamad, primo ministro al potere in Cirenaica, alla guida di un esecutivo non riconosciuto dalle Nazioni Unite a differenza di quello di base a Tripoli. Con il governo di Bengasi e con il generale Haftar da tempo sia l’Ue che l’Italia avevano avviato relazioni.
Prime Minister Abdul Hamid Dbeibah and the interior ministers of #Libya, #Italy, #Malta, and #Greece, along with the EU Commissioner for Internal Affairs and Migration, meet in #Tripoli today to address illegal immigration and find lasting solutions to the crisis. pic.twitter.com/TYGfcXcfJi
— The Libya Observer (@Lyobserver) July 8, 2025
Secondo Libya Update, l’esecutivo ha denunciato che la delegazione ha violato le norme e “mancato di rispetto alla sovranità” libica. Inoltre, il commissario e i ministri non si sarebbero attenuti alle “procedure che regolano ingresso, circolazione e residenza dei diplomatici stranieri”. Brunner, Piantedosi, Camilleri e Plevris erano giunti a Bengasi da Tripoli, dove ha sede un governo rivale. Qui la delegazione aveva incontrato il ministro dell’Interno Imad Trabelsi.
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