ROMA – Un braccio tenta di aprire un varco tra le macerie: la persona è viva, ma sepolta sotto ciò che resta di un edificio. Intorno, al buio, i soccorritori cercano di riportare l’uomo alla luce a mani nude. E’ il filmato che la Mezzaluna rossa iraniana pubblica nel giorno dell’annuncio di un accordo di tregua tra la Repubblica islamica e Stati Uniti e Israele. In oltre un mese e mezzo di guerra, l’organismo umanitario ha calcolato oltre 110mila infrastrutture civili danneggiate o rase al suolo nei raid. Oltre 3.500 i morti dal 28 febbraio, tra cui 1.665 civili, e centinaia di migliaia di sfollati verso i Paesi vicini.
L’Unicef avverte che a causa delle 442 strutture sanitarie danneggiate in tutto il Paese, rischiano di restare senza assistenza sanitaria essenziale circa 10 milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini. A ciò si aggiungono le 760 scuole distrutte o danneggiate.Ieri, nel pieno dell’escalation armata e delle minacce da parte di Washington e Tel Aviv di attacchi a ponti, ferrovie e infrastrutture energetiche, la Mezzaluna Rossa è intervenuta per ricorda che colpire strutture civili “costituisce un crimine di guerra”.
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