HomePoliticaFOTO| Mattarella riceve gli atleti di Milano-Cortina 2026: “Scritta una pagina indimenticabile”

FOTO| Mattarella riceve gli atleti di Milano-Cortina 2026: “Scritta una pagina indimenticabile”

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Photo Credit: Antonio Fraioli

ROMA – “È un vero piacere ricevere dagli alfieri le bandiere a cui avete dato tanto prestigio con il vostro impegno e le vostre gare. Questi Giochi, quelli olimpici e quelli paralimpici, hanno scritto una pagina indimenticabile. Sono stati giochi che hanno creato ragionevolmente un grande motivo di orgoglio per il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale la squadra italiana protagonista ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, per la riconsegna della bandiera italiana.

“Sul piano sportivo anzitutto, medaglieri colmi, 30 medaglie per le Olimpiadi e 16 per le Paralimpiadi, quindi medaglieri davvero colmi- ha proseguito-. Come sempre accade, abbiamo potuto seguire anche alcune storie personali sinceramente entusiasmanti, che hanno coinvolto tanti nostri concittadini nell’emozione. Storie di grande passione, di sacrificio, di dedizione. È importante che queste storie di atlete e atleti divengano motivo di interesse per il pubblico, di attrazione per noi, di esempio per i giovani che cominciano a cimentarsi nello sport. Ovviamente essendo stati noi il Paese organizzatore delle Olimpiadi e Paralimpiadi si aggiunge un altro motivo di orgoglio, quello del successo dell’organizzazione delle gare, dell’ospitalità offerta alle squadre e agli atleti, della complessa macchina che ha sorretto tanti eventi contestuali e complessi. È stato un modo di trasmettere in ogni continente un’immagine dell’Italia di grande efficienza. Tutto è andato bene”.

“Viviamo un tempo difficile- ha proseguito Mattarella- offuscato da minacce gravi, da guerre sanguinose e da venti di odio. La cultura che lo sport trasmette, che proietta nel mondo, ha un segno ben diverso. Dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio nel rispetto delle regole condivise. La competizione non è per soggiogare l’altro, ma al contrario per migliorarsi insieme e potersi poi ritrovare insieme. Grazie a coloro che hanno raggiunto il podio, vincendo le medaglie, qualcuno e qualcuna in abbondanza, e immagino il peso nel tenerle addosso. Coloro che sono arrivati o arrivate in quarta posizione. Bentornati con la nostra bandiera, cui avete reso onore”.

BUONFIGLIO: ABBIAMO FATTO INNAMORARE L’ITALIA

“Gareggiare in casa non è così semplice, vuol dire avere tantissime pressioni, però non volevamo fare brutta figura. E tutto questo è stato un continuo emozionarsi. Oggi siamo qui con molta gioia, con molta soddisfazione e orgogliose e orgogliosi di venire qui da lei a ridare la bandiera e dire che abbiamo fatto un buon lavoro”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, al Quirinale, durante la cerimonia. “Grazie presidente e un doveroso omaggio di profonda e sincera emozione da parte di tutti noi per la vicinanza che ci ha mostrato durante l’intera manifestazione, indimenticabili e storici momenti durante tutti i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Posso dire che abbiamo fatto innamorare l’Italia- ha aggiunto-. Queste atlete e questi atleti giorno per giorno hanno fatto sentire a tutto il nostro Paese l’orgoglio di essere italiani”.

“Le 30 medaglie- ha proseguito Buonfiglio- rappresentano un record per la nostra storia olimpica, invernale. Sono pietre preziose di una meravigliosa collana e quindi un giusto tributo alla nostra Repubblica, l’anno in cui si celebrano gli 80 anni. Ed aver vissuto alcune di queste vittorie al suo fianco, signor presidente, è stato per me un momento emozionante e indimenticabile. E nessuno di noi dimenticherà le sue visite ai villaggi olimpici, Casa Italia, la sua presenza, i suoi pranzi con le atlete e con gli atleti, la sua scelta di indossare la divisa dell’Italia per assistere alle gare. Ci è fatto molto piacere essere ricevuti da lei. L’abbiamo sentita uno di noi. Il mondo olimpico ha capito che lei è uno di noi. Lei ci ha trasmesso quella carica che ha contribuito a rendere magica e memorabile questa edizione di questi Giochi Olimpici. Signor presidente, da sempre l’abbiamo considerato il nostro capitano non giocatore”.

ABODI: SPORT SIA STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE CULTURALE

“Presidente, ho il piacere e l’onore di ritrovarci in un’occasione che non è semplicemente un rito, ma è la possibilità di manifestare apertamente, ancora una volta nei suoi confronti, la gratitudine e la riconoscenza per quello che fa per il popolo italiano, per la nazione e per lo sport in particolare: la sua vicinanza, la sua simpatia, la sua umanità e la sua capacità di ascoltare e comunque di mettersi sul piano di tutti noi”, ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

“Il pensiero parte anche dagli atleti olimpici e paralimpici per quello che hanno dimostrato- ha aggiunto-. Nell’occasione della consegna delle bandiere chiedemmo non soltanto i risultati ma i comportamenti, e siamo veramente onorati di come avete rappresentato l’Italia, di come avete raccontato le vostre prestazioni, i vostri successi, le vostre delusioni e comunque le ambizioni che non finiranno mai nel senso positivo del termine. Con la consegna delle bandiere il presidente ha affidato a voi i sentimenti degli italiani. Quel sentimento che si è manifestato, e credo che abbiate avvertito, anche nei momenti di difficoltà o comunque di tensione, perché anche voi avete la vostra emotività prima delle gare. Non c’è stato capo di Stato, di governo, presidente del Comitato olimpico nazionale, presidenti di federazioni internazionali, atleti, vostri colleghi, dirigenti, giornalisti, pubblico, che non abbia ringraziato. È il punto alto dell’onore e della reputazione della nostra nazione che in certi momenti riusciamo a determinare perché stiamo insieme, perché siamo uniti, perché facciamo prevalere la matrice comune degli interessi e dei sentimenti che non sempre emergono nel nostro agire quotidiano”.

“Adesso sta anche a noi- ha proseguito Abodi- raccogliere questi sentimenti perché non sia soltanto una meravigliosa parentesi di carattere sportivo, ma diventi uno strumento di emancipazione culturale, perché lo sport possa essere veramente percepito come una difesa immunitaria della quale abbiamo bisogno tanto più di una cronaca così devastata dalle notizie internazionali e anche quelle domestiche dove soprattutto a livello giovanile emerge una difficoltà che va superata anche grazie al contributo prezioso che lo sport, in tutte le sue dimensioni, riesce a dare esattamente come recita la Costituzione”.

DE SANCTIS: RESA ACCESSIBILE ARENA VERONA, SCOMMESSA VINTA

“All’Arena di Verona si è svolta la cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici. Una cerimonia all’altezza della situazione, dell’evento straordinariamente importante e soprattutto si è vinta una scommessa, quella di rendere accessibile uno dei monumenti più importanti, storici, più antichi della storia e dell’umanità. E questo è stato un sogno realizzato perché io personalmente ho potuto constatarlo. L’arena è stata accessibile a tutte le disabilità, anche le più severe. Questo è un risultato straordinario, che va a vantaggio della crescita culturale del nostro Paese. Dopodiché, conclusi i Giochi, posso dire che è stato un vanto per me italiano, per tutti gli italiani, per il Paese, aver conquistato 16 medaglie. Non eravamo abituati a tutte queste vittorie, a tutte queste nuove medaglie, soprattutto le sette d’oro”. Lo ha dichiarato il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

“Io posso solo augurarmi- ha proseguito De Sanctis- che da questa straordinaria edizione, un’edizione eccezionale che rimarrà nella storia, si possano veramente aprire le porte del rispetto e della piena inclusione tra tutti, quindi sportivi e non sportivi”.

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