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Emergenze operative, operatori campani formati al protocollo NATO TCCC

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Trauma care e scenari ad alto rischio: successo per il corso TCCC alla Zoworking Academy

Un addestramento altamente specialistico per affrontare le emergenze più critiche si è svolto a Firenze, presso il centro di formazione Zoworking Academy – struttura autorizzata NAEMT – dove si è tenuto il corso di Tactical Combat Casualty Care (TCCC), basato su protocollo internazionale per il soccorso pre-ospedaliero in contesti operativi e ad alto rischio.

Nato negli anni ’90 per le forze speciali statunitensi, il TCCC è oggi adottato dai Paesi dell’area NATO e rappresenta uno degli standard più avanzati nella gestione del trauma in scenari complessi.

L’obiettivo del programma è ridurre le morti evitabili intervenendo nei primissimi minuti successivi a un evento traumatico grave, quando la rapidità dell’intervento diventa determinante per la sopravvivenza.

Il percorso formativo ha alternato sessioni teoriche a intense esercitazioni pratiche, con simulazioni realistiche che hanno riprodotto scenari operativi ad alta criticità: gestione del ferito sotto minaccia, messa in sicurezza dell’area, evacuazione e trattamento immediato delle lesioni. Un addestramento immersivo pensato per preparare gli operatori a intervenire in condizioni estreme.

Il corso è stato coordinato da Elio Jr Filidei, affiancato dall’istruttore Michele Romeo Jasinski, che hanno guidato i partecipanti nelle procedure operative e nelle manovre salvavita previste dal protocollo.

Cuore dell’intervento TCCC è la sequenza MARCH, algoritmo standardizzato che consente di affrontare in modo sistematico le priorità cliniche sul campo.

Le statistiche operative dimostrano infatti che la principale causa di morte evitabile nei traumi è l’emorragia massiva: intervenire tempestivamente significa aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza.

Al corso hanno preso parte operatori provenienti da Napoli: Marco Buonomo, Jamil Qaddorah Daken, Adriano Esposito, Raffaele Carratore, Vincenzo Passaro e Antonio Fittipaldi, a testimonianza della crescente attenzione del territorio campano verso la formazione specialistica nel soccorso avanzato.

Durante le esercitazioni sono stati utilizzati presidi sanitari specifici – tourniquet, garze emostatiche, bende di emergenza – oltre a tecniche per la gestione delle vie aeree e procedure di evacuazione del ferito in ambiente operativo.

Un addestramento sempre più attuale, considerato che il TCCC non riguarda più esclusivamente il contesto militare. Le sue procedure, attraverso i corsi TECC, trovano oggi applicazione anche in ambito civile: protezione civile, sicurezza eventi, volontariato sanitario e gestione delle maxi-emergenze.

Attentati, incidenti maggiori e calamità naturali hanno dimostrato che i primi soccorritori sul posto non sono sempre sanitari, ma personale già presente sul territorio. Per questo la formazione al soccorso tattico rappresenta un anello fondamentale della catena della sopravvivenza.

Il corso ha fornito competenze operative immediatamente applicabili, con un obiettivo chiaro: arrivare preparati quando pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte. Un’esperienza che rappresenta non solo un traguardo professionale per i partecipanti, ma anche un valore aggiunto per la sicurezza collettiva.

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