Crans Montana, da Martigny a Roma il cordoglio di capi di Stato e rappresentanti delle istituzioni per le vittime

MondoCrans Montana, da Martigny a Roma il cordoglio di capi di Stato e rappresentanti delle istituzioni per le vittime

ROMA – A Martigny, in Svizzera, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla cerimonia commemorativa organizzata oggi, venerdì 9 gennaio, nel giorno di lutto nazionale per la tragedia di Crans Montana in cui hanno perso la vita 40 persone, oltre la metà minorenni o appena 18enni. Poco più tardi, nel pomeriggio invece a Roma, la messa in suffragio delle vittime italiane, con la partecipazione della premier Giorgia Meloni, una numerosa delegazione di ministri, dei rappresentanti delle istituzionali locali e di molti esponenti di maggioranza e di opposizione. Dopo le cerimoni funebri private dei giorni scorsi, oggi è il giorno del cordoglio delle istituzioni per rendere omaggio alle vittime della strage di capodanno avvenuta a Crans Montana.

NELA CAPITALE LA MESSA DI SUFFRAGIO PER LE 6 GIOVANI VITTIME ITALIANE

È iniziata nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, la messa in suffragio delle vittime della tragedia di Crans-Montana, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. Presenti la premier Giorgia Meloni e una numerosa delegazione di ministri, tra cui i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltre al presidente del Senato Ignazio La Russa. Ci sono anche molti esponenti di maggioranza e di opposizione, tra cui la segretaria del Pd Elly Schlein e Nicola Fratoianni di Avs. In chiesa anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Prima dell’inizio della messa, la presidente del Consiglio ha salutato i familiari presenti.

DA MARTIGNY, IN SVIZZERA, MATTARELLA: “GIUSTIZIA PER QUANTO ACCADUTO”

“La cerimonia di oggi per l’immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel libro delle condoglianze dopo la cerimonia di commemorazione delle vittime del Constellation a Crans Montana, che si è svolta a Martigny.

Alle 13.59 di oggi, venerdì 9 gennaio, l’intera Svizzera si è fermata per osservare un minuto di silenzio per le vittime della tragedia di Crans-Montana. Alle 14 le campane hanno suonato in tutto il Paese per cinque minuti. La cerimonia, non religiosa, con letture e momenti musicali, per ricordare le vittime della tragedia di Crans-Montana ha preso il via alle 13.48 nel centro congressuale di Martigny. Sono intervenuti il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il presidente del Governo vallesano Mathias Reynard. Presenti, in sala, oltre al presidente della Repubblica italiana, anche il presidente francese Emmanuel Macron e Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo. “Nel lutto che ci ha colpito e che ha reso la Svizzera una sola famiglia, abbiamo la fortuna di condividere questo peso -ha detto Parmelin- Il ricordo di questa notte tremenda si illumina con i visi delle vittime nei giorni felici. Davanti alla memoria di chi non c’è più il nostro Paese si inchina. E davanti al capezzale dei giovani feriti”. Il corso di queste famiglie, ha sottolineato, “è stato colpito in modo irreversibile”. Infine, la promessa ai parenti delle vittime: “Possiamo contare- ha detto ancora- sulla tempestività del nostro ordine giudiziario affinché possa trovare delle risposte e sanzionare i colpevoli”.

CARD. REINA: “I MORTI SI DOVEVANO EVITARE, NO ALL’INERZIA NELLA RICERCA DELLE CAUSE”

La tragedia di Crans Montana, con il suo carico enorme di vittime, “non solo si poteva evitare, ma si doveva evitare”. Lo ha detto il cardinale Baldassarre Reina, vicario di Roma, nell’omelia pronunciata durante la messa in suffragio delle vittime di Crans Montana, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma.”Ci lasciamo guidare dalla pagina di Vangelo appena ascoltata, per cercare un aiuto per vivere cristianamente la morte di Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia; i nostri giovanissimi connazionali morti nella tragedia di Crans-Montana. Ci sentiamo vicini alle loro famiglie e li consideriamo parte delle nostre famiglie, in un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre”, ha aggiunto.”Di fronte alla morte ci sentiamo impotenti, travolti dalle domande, spettatori inerti, dilaniati dal dolore perché il filo prezioso della vita è stato spezzato, sappiamo che tutto questo poteva essere evitato, rendendo più acuto il soffrire. Più acuto sarebbe il tormento se di quanto accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell’assenza di spiegazioni, dell’opacità e dell’inerzia nella ricerca delle cause, e peggio si rimuovesse la tragica lezione che ci impegna alla custodia del diritto alla giovinezza che non ammette negligenze”, ha concluso il cardinale.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari