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Caos Certificazioni Uniche: l’allarme Cgil sugli errori che tagliano i rimborsi ai lavoratori

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ROMA – È una corsa contro il tempo quella lanciata dalla Cgil a poche ore dalla messa a disposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Il sindacato denuncia “un’anomalia estremamente grave” nelle Certificazioni Uniche (CU) 2026 rilasciate da numerosi sostituti d’imposta, dalle Casse edili ad alcune amministrazioni pubbliche, fino a grandi imprese private.

IL “BUG” TECNICO: IL RISCHIO DI PERDERE LA SOMMA AGGIUNTIVA

Secondo quanto segnalato in una lettera ufficiale inviata al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il problema risiederebbe nella errata mappatura della natura del reddito. “Una quota significativa di sostituti d’imposta – spiegano Christian Ferrari, segretario confederale Cgil, e Monica Iviglia, presidente Caaf Cgil – ha certificato redditi di lavoro dipendente senza ricollegarli correttamente all’art. 49, comma 1 del Tuir”.

Questo errore formale impedisce al sistema dell’Agenzia delle Entrate di riconoscere automaticamente i benefici introdotti dalla Legge di Bilancio 2025, come la cosiddetta “somma aggiuntiva” e le ulteriori detrazioni per i lavoratori dipendenti. Senza una rettifica immediata, migliaia di contribuenti si troverebbero con un Modello 730 incompleto e nell’impossibilità di recuperare somme che spettano loro di diritto.

COINVOLTI ENTI PUBBLICI E IMPRESE PRIVATE

Il monitoraggio dei Caaf Cgil ha individuato anomalie diffuse che riguardano diversi settori. Tra i sostituti d’imposta che avrebbero emesso certificazioni incomplete o errate figurano alcune Casse edili (in particolare per quanto riguarda l’Anzianità professionale edile – Ape), diverse amministrazioni pubbliche e numerose imprese del settore privato.

L’attuale architettura del Modello 730 precompilato, denunciano i sindacati, non permette di recuperare questi benefici in sede di dichiarazione se il dato di partenza della CU è viziato. Di fatto, l’errore del datore di lavoro si trasforma automaticamente in un danno economico per il dipendente.

SILENZIO DAL MEF: IL SINDACATO CHIEDE UN INTERVENTO URGENTE

Nonostante la gravità della situazione e l’imminente messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate (prevista tra meno di 24 ore), dal Ministero dell’Economia non è giunta alcuna risposta. La Cgil aveva proposto una comunicazione istituzionale per sollecitare i sostituti d’imposta a emettere nuove certificazioni corrette, chiedendo inoltre di escludere dalle sanzioni chi provvederà alla rettifica.

“Un intervento tempestivo resta l’unica via percorribile per evitare che un errore tecnico si trasformi in un’ingiusta perdita economica per il lavoro dipendente”, concludono Ferrari e Iviglia. In assenza di una mossa del Ministero, il rischio è quello di un intasamento dei centri di assistenza fiscale e di una valanga di ricorsi da parte dei contribuenti penalizzati.
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