Alcune delle regole in esame potrebbero danneggiare la competizione e svantaggiare le piccole e micro imprese del settore
Confartigianato Imprese Demaniali solicita una revisione della proposta di bando standard per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, redatta dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, poiché ritiene che alcune delle norme attualmente in discussione possano mettere a rischio la competitività e svantaggiare le piccole e micro imprese del settore.
Tra le principali critiche evidenziate dal presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, Mauro Vanni, si trova l’attribuzione di un punteggio bonus di otto punti su cento per hotel, resort e villaggi turistici situati lungo la costa, anche senza dimostrare esperienza nella gestione di stabilimenti balneari. Secondo l’associazione, questo criterio avvantaggerebbe gli operatori alberghieri già presenti, creando un ostacolo competitivo per quelli che intendono proporre iniziative balneari indipendenti, facilitando la concentrazione del mercato e limitando la competitività.
Una preoccupazione simile riguarda il privilegio concesso ai concessionari che gestiscono aree contigue e offrono servizi integrati, come immersioni o noleggio di barche. Questa disposizione, secondo Confartigianato Imprese Demaniali, rischia di premiare esclusivamente la posizione geografica invece della qualità del progetto, escludendo numerosi operatori locali esperti dal mercato.
Confartigianato Imprese Demaniali richiama inoltre l’attenzione sull’ambiguità riguardante la natura legale del bando standard. L’articolo 8 del D. L. 32/2026 introduce questo strumento per rendere le procedure omogenee a livello nazionale, ma non specifica se debba avere carattere vincolante o se sia solo un indirizzo per i comuni. L’assenza di una definizione normativa chiara potrebbe portare a interpretazioni diverse da parte delle amministrazioni locali, contribuendo all’insorgere di nuovi conflitti legali.
Ulteriori dubbi – continua a sostenere Confartigianato – riguardano l’implementazione di requisiti di partecipazione aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dalla Legge 118/2022. Il modello di bando, infatti, condiziona l’ammissione alle gare alla regolarità nei pagamenti dei canoni arretrati e all’assenza di sentenze per occupazione irregolare del demanio.
Confartigianato Imprese Demaniali sottolinea come la normativa faccia riferimento esclusivamente agli articoli 94 e 95 del Codice dei Contratti Pubblici, i quali stabiliscono in maniera dettagliata le ragioni di esclusione. L’aggiunta di ulteriori requisiti, secondo l’Associazione, risulterebbe priva di legittimità normativa e contraria ai principi europei di ampia partecipazione e accesso libero al mercato.
Critiche sono sollevate anche riguardo ai parametri utilizzati per valutare l’esperienza imprenditoriale. L’impiego del fatturato come principale indicatore potrebbe, infatti, avvantaggiare in modo automatico le imprese che gestiscono spiagge di dimensioni maggiori o con caratteristiche morfologiche più remunerative, penalizzando le attività operanti su spiagge più piccole senza che questo rispecchi il reale valore delle loro capacità di gestione.
Infine, Confartigianato esprime la sua opposizione alla decisione di attribuire punteggi economici in base all’aumento del canone concessorio presentato in gara. L’Associazione evidenzia che questo criterio non ha alcun riscontro nella Legge 118/2022, che restringe la competizione economica esclusivamente all’importo dell’indennizzo dovuto al concessionario uscente.
I canoni demaniali, infatti, sono regolati dal D. L. 400/1993 secondo parametri nazionali uniformi. Consentire offerte maggiorate sul canone significherebbe, secondo Confartigianato, favorire gli operatori con maggiore solidità finanziaria, svantaggiando le micro e piccole imprese e distorcendo il mercato.
Confartigianato Imprese Demaniali richiede pertanto al Ministero una revisione del documento, eliminando i criteri considerati distorsivi, le cause di esclusione non previste dalla legge e la modalità di gara con ribasso sui canoni, per garantire procedure veramente competitive, uniformi e rispettose dei principi di parità di trattamento, trasparenza e massima partecipazione.
Ciro Di Pietro


