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Arte come performatività: l’atlante culturale di Cristiano Leone

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Presentato in Triennale il libro edito da Rizzoli
Milano, 6 mar. (askanews) – Un viaggio e una celebrazione della performatività attraverso luoghi ed esperienze artistiche a tutto tondo. In Triennale Milano è stato presentato il libro “Atlas of Performing Culture”, opera imponente di ricognizione sulle pratiche e gli spazi della cultura contemporanea più agita. Lo ha scritto Cristiano Leone: “L’ho voluto chiamare atlante della cultura performativa – ha detto ad askanews – perché la cultura performativa è quella che unisce, che federa, che crea un’unione e lascia una traccia nello spirito del mondo. Oggi, sempre di più, siamo confrontati alla dematerializzazione e tutte quelle iniziative che invece mettono il corpo in scena sono forse quelle che più riescono a creare un sentimento di comunità e lo si vede attraverso le manifestazioni teatrali, teatro, è tanto altro”.
A presentare il volume, edito da Rizzoli, insieme a Leone sul palco anche lo scrittore Gianluigi Ricuperati, che da anni si occupa della multidisciplinarietà culturale. E in questo senso il teatro, nell’accezione più ampia del termine, è un grande catalizzatore delle energie dell’atlante. “I fenomeni teatrali – ha aggiunto l’autore – sono dei fenomeni che accolgono tutte le forme d’arte e che abbattono le frontiere tra le discipline e questo è per me importantissimo perché il teatro, per questo io lo chiamo lo spazio matrice, è quello che riesce a costruire l’interazione tra l’opera d’arte che è fatta a sua volta da tantissimi elementi l’elemento della luce, i costumi, il testo, l’attorialità, la presenza dei personaggi in scena. Tutto questo riesce a creare un connubio tale per cui il pubblico attualizza questo processo che è sempre nuovo”.
Ovviamente tutto il discorso ruota intorno all’idea stessa di corpo, che in questa età digitale è un concetto ambiguo, spesso molto presente, ma sempre più in forma smaterializzata. Sulla scena, invece, torna una presenza reale e tangibile. “Il modo in cui il corpo si mette in scena – ha concluso Cristiano Leone – mostra proprio come la forma e la sostanza dialogano costantemente tra loro per trovare delle manifestazioni sempre nuove, sempre diverse”.
Come quelle messe in scena da un artista dalla vocazione totale come Yuval Avital, intervenuto alla presentazione del libro, quasi a offrire un contrappunto agito al racconto e alle parole.

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