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AI, Napoli punta a diventare hub della formazione manageriale

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Cardillo (Stoà): “opportunità straordinaria per migliorare la produttività”

Lipardi (Spici): “L’ambizione è di fa crescere il tessuto imprenditoriale napoletano”

ERCOLANO – “Si tratta di un’iniziativa di rilievo nazionale, unica nel suo genere: un percorso di alta formazione che prevede la creazione di una scuola dedicata all’intelligenza artificiale, destinata ad avere un impatto significativo sull’organizzazione del lavoro e sulle persone”.

Lo ha dichiarato Enrico Cardillo, direttore generale di Stoà, a margine della prima giornata ‘dell’AI Strategy Bootcamp: un percorso di alta formazione dedicato a imprenditori e decision maker per comprendere, governare e applicare l’intelligenza artificiale nei contesti aziendali’ in programma nella sala conferenze di Stoà Academy a Villa Campolieto.

“È fondamentale fornire ai manager della pubblica amministrazione e delle aziende private strumenti adeguati a governare il rapporto tra intelligenza artificiale e dimensione umana, una sfida che assume anche una rilevanza democratica.

Allo stesso tempo – ha aggiunto Cardillo -, l’AI rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare la produttività delle imprese e la qualità dei servizi ai cittadini. Per questo è necessario formare manager capaci di essere protagonisti consapevoli dei nuovi processi produttivi.

Sulla centralità dell’uomo nella gestione dell’intelligenza artificiale non ha dubbi Vincenzo Lipardi, presidente Spici (Società per l’Innovazione, la Cooperazione e l’Internazionalizzazione) che ha puntualizzato: “L’intelligenza artificiale ha bisogno dell’uomo: è fondamentale utilizzarla con consapevolezza, evitando di diventarne dipendenti.

Può rappresentare un potente strumento per sostenere la crescita economica e rafforzare la formazione dei giovani e degli imprenditori.

La scuola attivata con Stoà – ha sottolineato – nasce proprio con l’obiettivo di offrire a Napoli un ruolo di primo piano nella formazione imprenditoriale.

Questa accademia vuole contribuire allo sviluppo del tessuto produttivo locale, con una visione internazionale e l’ambizione di diventare un punto di riferimento capace di dialogare con il mondo sui temi dell’intelligenza artificiale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Ventre, professore di Tecnologie digitali all’Università degli studi di Napoli “Federico II” e direttore scientifico della Apple Developer Academy: “La scuola nasce con l’obiettivo di mostrare a imprenditori e manager che l’intelligenza artificiale è una realtà da studiare e comprendere a fondo, soprattutto nelle sue potenzialità.

È necessario partire proprio da chi guida le organizzazioni, perché solo loro possono valutarne opportunità e rischi, e strutturare le aziende in modo da trarne il massimo beneficio.

L’AI non va considerata come uno strumento al servizio del singolo professionista, ma come un elemento centrale, capace di diventare il tessuto connettivo dell’intera organizzazione. In questo senso, l’iniziativa di Stoà ha il merito di indicare con chiarezza la direzione da seguire, promuovendo un approccio deciso e consapevole verso questa trasformazione”.

Per Salvatore Cuomo, professore di Analisi Numerica all’Università di Napoli Federico II, l’intelligenza artificiale è ormai una tecnologia trasversale che permea l’intera società, in particolare il mondo delle imprese, che la utilizzano sia per migliorare l’efficienza dei processi sia per sviluppare nuovi prodotti e servizi.

Il nostro obiettivo è entrare concretamente nel cuore delle attività aziendali, con un’attenzione specifica al ruolo dell’AI in ambito di sicurezza informatica.

In ambito universitario intendiamo trasferire queste competenze anche alle imprese, affinché l’AI venga adottata in modo responsabile, consapevole ed efficace”.

Fabio De Felice, presidente Protom e professore di Ingegneria dell’Università Parthenope ha evidenziato che “l’AI è una nuova tecnologia che va orientata e vanno comprese le capacità di ricostruire e ridisegnare i confini del nostro mondo.

E’ importante che sia elaborata, interpretata e assimilata da tutti, a tutti i livelli, dalla classe imprenditoriale fino ad arrivare ai ragazzi delle scuole elementari. Sono contento e fiero ce il nostro territorio abbia fatto questo passo in avanti importante.

E’ fondamentale dire che noi ci siamo e abbiamo anche le competenze per poter avere un ruolo all’interno di questo mondo”.

Sulla necessità di fare formazione si è espresso Luigi Amodio, responsabile educazione e formazione di Spici: “Già in passato abbiamo promosso momenti formativi dai quali è emersa con chiarezza la necessità di fare ordine, soprattutto in una fase in cui si moltiplicano gli stimoli all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è sviluppare attività formative verticali dedicate alle diverse filiere produttive, coinvolgendo anche quadri, impiegati e tecnici. Un percorso destinato a crescere e a moltiplicare le opportunità di formazione”.

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