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A New York si elegge il sindaco, favorito il socialista Zohran Mamdani. E Trump minaccia tagli

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Foto da X

ROMA – New York è pronta a scegliere il suo nuovo sindaco. Alle 6 del mattino – le 12 italiane – saranno aperti i seggi e sarà possibile votare fino alle 21 (le 3 del mattino qui in Italia). La sfida a tre vede protagonisti Curtis Sliwa, Andrew Cuomo e Zohran Mamdani. Quest’ultimo risulta il favorito alla vittoria.

CHI SONO I CANDIDATI

Sliwa è nato a New York nel 1954 ed è noto per essere il fondatore dei Guardian Angels, un gruppo di volontari che pattuglia le strade e i mezzi pubblici per prevenire la criminalità. Conduttore radiofonico, è stato già candidato nel 2021 come repubblicano, ma è stato sconfitto dal democratico Eric Adams. Cuomo, di origini italiane, è nato sempre a New York nel 1957: democratico, è stato governatore di New York per tre mandati fino al 2021. In quell’anno sono arrivate le dimissioni a seguito di una serie di accuse di molestie sessuali fatte da varie donne. Lui ha sempre negato. È stato applaudito per la sua gestione della pandemia di Covid-19. Infine, Mamdani, 33 anni classe 1991, è nato in Uganda. È figlio della dell’acclamata regista indiana Mira Nair e dell’accademico ugandese Mahmood Mamdani. Si descrive come un “socialista democratico”. Molto attivo sui social, ha scritto: “Mi candido a sindaco per abbassare il costo della vita dei newyorkesi della classe operaia”.

TRUMP CONTRO MAMDANI: SU TRUTH LE MINACCE DI TAGLI A NEW YORK

Per le sue idee politiche e il suo approccio Mamdani, secondo i sondaggi, ha alte probabilità di diventare sindaco. Un’eventualità che proprio non va giù a Donald Trump che, su Truth, scrive: “Se il candidato comunista Zohran Mamdani vincesse le elezioni a sindaco di New York, è altamente improbabile che io contribuisca con fondi federali, se non per il minimo indispensabile, alla mia amata prima casa, perché, come comunista, questa città un tempo grande ha zero possibilità di successo, o addirittura di sopravvivenza! La situazione può solo peggiorare con un comunista al timone, e non voglio, come Presidente, inviare soldi buoni dopo quelli cattivi”.

La vittoria di Mamdani significherebbe tagli insomma: “È mio dovere governare la nazione, ed è mia ferma convinzione che New York City sarebbe un completo e totale disastro economico e sociale se Mamdani vincesse”. Trump sceglierebbe, invece, il male minore: “I suoi principi sono stati messi alla prova per oltre mille anni, e non hanno mai avuto successo. Preferirei di gran lunga vedere un democratico, con una storia di successi, vincere, piuttosto che un comunista senza esperienza e con una storia di completi e totali fallimenti”.

E continua nell’affondo: “Non era niente come deputato, classificato ultimo della classe e, come sindaco di quella che potenzialmente, ancora una volta, è la più grande città del mondo, non ha alcuna possibilità di riportarla al suo antico splendore!”. Il presidente Usa, poi, conclude con un endorsement a Cuomo: “Dobbiamo anche ricordare questo: un voto per Curtis Sliwa (che sta molto meglio senza basco!) è un voto per Mamdani. Che Andrew Cuomo vi piaccia o meno, non avete davvero scelta. Dovete votare per lui e sperare che faccia un lavoro fantastico. Lui ne è capace, Mamdani no!”.
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