Dal 13 al 15 maggio si terrà “Rammendare il Mondo”
Giugliano in Campania si prepara ad accogliere un importante momento di riflessione e confronto internazionale con il Festival delle Culture “Rammendare il Mondo”, in programma dal 13 al 15 maggio 2026.
Un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza della complessità del presente, segnato da guerre, migrazioni, trasformazioni economiche e scelte individuali che producono effetti spesso imprevedibili, capaci di ridefinire gli equilibri globali e locali.
Il cuore tematico del Festival è il Mediterraneo, inteso non solo come spazio geografico ma come simbolo di connessioni, tensioni e opportunità. Un mare che rappresenta contemporaneamente un confine e un ponte, una barriera e una rete, capace di generare dinamiche nuove e scenari in continua evoluzione.
È proprio a partire da questa prospettiva che il Festival propone una riflessione sul concetto di “rammendo”: un’alternativa concreta alla logica dello scontro, fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla costruzione di relazioni.
Promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Giugliano in Campania e organizzato dal CONADI – Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza, in collaborazione con l’IISE – Istituto Italiano per gli Studi Europei e con il contributo della Città Metropolitana di Napoli, l’evento si articola in tre giornate dedicate alla formazione, all’approfondimento e al confronto.
«Con questo Festival vogliamo offrire ai giovani del nostro territorio un’opportunità concreta di crescita – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Marco Sepe – stimolando una visione critica, aperta e responsabile sui grandi temi del nostro tempo».
Protagonisti dell’iniziativa saranno infatti gli studenti del Liceo Scientifico-Linguistico “Agostino Maria De Carlo” e del Liceo Pluricomprensivo “Renato Cartesio”, coinvolti attivamente nei lavori e nelle attività laboratoriali.
La prima giornata, il 13 maggio, sarà dedicata al Mediterraneo e alle crisi globali. Tra gli interventi principali, quello dell’economista Luca Meldolesi, che presenterà il suo lavoro “Rammendare il Mondo”, offrendo una chiave di lettura innovativa dei cambiamenti globali, basata sulla ricomposizione dei conflitti.
A seguire, Antonio Viscomi illustrerà il modello dell’innovazione armonica attraverso l’esperienza di Entopan, con uno sguardo allo sviluppo di un grande incubatore di startup nell’area mediterranea. Il dibattito si estenderà poi ai temi della cooperazione internazionale, dell’equità di genere e del cambiamento climatico.
La seconda giornata, il 14 maggio, sarà interamente dedicata ai workshop tematici. I partecipanti saranno coinvolti in quattro laboratori: innovazione e sviluppo, Europa e Mediterraneo, equità di genere e ambiente, dialogo interculturale e pace.
Un’occasione per approfondire, in modo partecipativo, le principali sfide contemporanee e sviluppare competenze trasversali.
La giornata conclusiva, il 15 maggio, sarà invece incentrata sul dialogo, l’inclusione e il futuro europeo. Ad aprire i lavori sarà il professor Giuseppe Limone, emerito di Filosofia del diritto, seguito da un confronto con operatori del volontariato impegnati sul campo.
A chiudere il Festival saranno gli studenti, che presenteranno una sintesi dei lavori svolti durante i workshop, offrendo uno sguardo giovane e consapevole sulle prospettive emerse.
Gli incontri saranno accessibili sia in presenza che in streaming, previa registrazione, ampliando così la partecipazione e la diffusione dei contenuti.
“Rammendare il Mondo” si propone dunque come uno spazio di dialogo e costruzione collettiva, in cui le nuove generazioni possono confrontarsi con esperti, istituzioni e realtà del territorio per immaginare modelli più inclusivi, sostenibili e cooperativi.
Un Festival che guarda al Mediterraneo non come linea di separazione, ma come luogo di incontro e possibilità, dove ricucire le fratture del presente per costruire il futuro.


